
P. Belloni, M. Bentivegna, P. Bondielli, A. Vitussi
TUTANKHAMON
Immagini e testi dall’ultima dimora
Milioni di persone hanno ammirato l’oro di Tutankhamon conservato al Museo del Cairo e hanno visitato la tomba nella Valle dei Re; un interesse che ha sollecitato la pubblicazione di numerosi libri sulla vita e la morte di questo giovane sovrano, talvolta incentrati su misteri che sempre trovano la loro genesi negli spazi vuoti che l’archeologia non riesce a colmare. Ma poche persone si sono interrogate sul reale significato delle iscrizioni e delle pitture realizzate nella sua tomba. Sono solo testi e rappresentazioni di carattere mistico o possono essere interpretati con precisione? Il tentativo di rispondere a questa domanda costituisce il senso di questo lavoro, insieme al desiderio di offrire un punto di vista nuovo a tutti coloro che sono attratti dalla figura di Tutankhamon e dall’Antico Egitto in genere. Un inserto centrale a colori raccoglie le immagini fotografiche delle decorazioni parietali (realizzate da Kenneth Garrett per conto di National Geographic), qui riprodotte in grande formato per consentire al lettore di gustarne appieno il fascino.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione: 2007
Formato cm 17x24, brossura, 128 pagine illustrate b/n e con un inserto a colori
Euro 17,00
Isbn 978-88-7325-172-9

Riccardo Manzini
Le piramidi sono probabilmente i monumenti più conosciuti al mondo e costituiscono, dal momento della loro riscoperta all’inizio del XIX secolo, una delle mete più ambite dagli studiosi e dai turisti di tutto il mondo, nonché fonte inesauribile di dibattiti sulla loro costruzione.
Questo volume descrive sommariamente le caratteristiche delle piramidi regali egizie finora ritrovate.
Collana: Quaderni di Egittologia
Anno pubblicazione: 2007
Brossura, 96 pagine 13x17 illustrate b/n
Euro 8,00
Isbn 978-88-7325-201-6

Jan-Pierre Houdin
CHEOPE
I segreti della costruzione della Grande Piramide
Prefazione di Zahi Hawass
Sono trascorsi più di 4500 anni da quando la piramide di Cheope fu portata a termine e ancora non si sa come fu realizzata. Nessuna soluzione risponde alle domande che solleva questa costruzione di 146,70 metri di altezza (che, fino al diciannovesimo secolo, restò la più alta al mondo) su una base quadrata di 230,60 metri di lato, di 2,6 milioni di metri cubi di volume e 5.500.000 tonnellate di peso, ripartite in origine fra più di 220 corsi. Coniugando le informazioni archeologiche fornite da eminenti ricercatori con l’approccio di un professionista dell’arte della costruzione, questo libro cerca di risolvere gli interrogativi insoluti di uno straordinario cantiere, il primo nella storia, ad avere integrato nell’architettura i mezzi tecnici di costruzione. Tenendo conto dello studio dei materiali, degli utensili, dei mezzi di trasporto, della forza della tradizione umana, l’autore cerca di ricostruire le opere tecniche e le macchine che permisero la realizzazione di questo cantiere, durato 21 anni, e supportato da un’organizzazione e da una pianificazione fuori del comune.
Versione italiana pubblicata da Ananke con Farid Atiya Press che ha già realizzata in coedizione la versione in lingua francese ed inglese del volume per i rispettivi mercati
Traduzione di Paola Maggiori
Uscita: novembre 2007
Formato 21,5x31,5, cartonato telato con sovracoperta, 160 pagine a colori
Euro 35,00
Isbn 978-88-7325-212-2

Gian Luca Franchino
La figura di Amenhotep I aleggia al confine di due periodi storici dell’Antico Egitto: il II Periodo Intermedio e il sontuoso Nuovo Regno. Sappiamo che egli fu venerato per secoli, insieme con la madre Ahmose-Nefertari, in particolar modo a Deir el-Medina, il villaggio degli artigiani costruttori delle tombe reali. Tuttavia quale peso storico egli ebbe realmente non ci è dato saperlo. Sicuramente pose le basi per garantire quell’unità del Paese appena riconquistata dal padre Ahmose, anche se sono poche le testimonianze documentarie che riferiscono delle sue gesta. Il mistero che avvolge il suo regno è tale anche per quanto riguarda il suo luogo di sepoltura. Un antico documento, il Papiro Abbott, riferisce che, durante la XX dinastia, la sua tomba era in pericolo, in quanto minacciata dall’incursione dei ladri che saccheggiavano, certamente con la connivenza di alcuni funzionari della Necropoli, le dimore eterne di sovrani e nobili. Poco tempo dopo la redazione del papiro, la tomba di Amenhotep I fu violata; la sua mummia venne restaurata e ricoverata altrove, nel pietoso tentativo di salvaguardarne l’integrità. L’espediente riuscì ed essa è giunta fino ai giorni nostri. Abbiamo il corpo del re, ma non il suo sepolcro. Nel corso del Novecento, a diversi anni di distanza l’una dall’altra, furono scoperte tre tombe anonime in cui, di volta in volta, gli studiosi vollero vedere l’ultima dimora di Amenhotep I. Ma quale sarà la vera dimora del faraone?
Gian Luca Franchino, collaboratore del prof. Tosi, ha realizzato numerose ricerche e articoli scientifici. Ha pubblicato “La tomba 55 nella Valle dei Re: analisi di un caso archeologico” in “Il potere del re, il predominio del dio”, Ananke 2005.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione 2007
Brossura 160 pagg. 17x24 ill. b/n
Euro 15,00
Isbn 978-88-7325-179-8

Gian Luca Franchino
L’ARTE DELLA MUMMIFICAZIONE
Presso le altre culture, la conservazione del corpo era quasi sempre casuale, dovuta alle rigide temperature (come sulle Ande) oppure al caldo estremamente secco. Invece, nella Valle del Nilo, la mummificazione – effettuata con metodi artificiali – raggiunse un livello di perfezione assoluto, cui si pervenne attraverso secoli di tentativi e sperimentazioni. Gli imbalsamatori erano guardati con timore ed allo stesso tempo ripugnanza; custodivano un sapere che veniva tramandato di padre in figlio ed alcuni di essi ebbero l’onore di “traghettare” nell’Aldilà le spoglie mortali dei sovrani. Qui ne sveliamo i segreti.
Collana: Quaderni di Egittologia
Anno pubblicazione: 2007
Brossura, 96 pagine 13x17 illustrate b/n
Euro 8,00
Isbn 978-88-7325-202-3

Elio Moschetti, Mario Tosi
Amenemhat I e Senusert I
Grandezza del Medio Regno nell’Egitto Antico
Il Medio Regno resta la meno conosciuta delle tre grandi epoche, Antico, Medio e Nuovo Regno, che fecero della civiltà egizia una lunga, splendida tappa dell’evoluzione dell’Uomo. Sarà forse dovuto alla sua durata più breve, e quindi al numero relativamente contenuto delle vestigia e dei reperti, o alla minore spettacolarità degli stessi: quanto è giunto fino a noi del Medio Regno non è certo paragonabile alle piramidi del Cairo o ai grandi templi di Luxor.
Ma gli studiosi considerano tale periodo l’età d’oro, l’epoca classica della storia dell’intera civiltà egizia, così come veniva apprezzata dagli stessi Egizi delle epoche successive.
L’arte della rappresentazione toccò i massimi livelli: la letteratura, senza soluzioni di continuità con quella eccellente del Primo Periodo Intermedio, produsse opere di valore così elevato che gli Egizi di poi, a partire dal Nuovo Regno, le adottarono come esempi da imitare e le usarono ampiamente a fini scolastici; la lingua del Medio Regno, valutata dai posteri la classica dell’Egitto antico, servì infatti da modello linguistico per le iscrizioni sacre e monumentali fino all’epoca greco-romana.
Ma anche i costumi sociali e le credenze religiose, pur rimanendo saldamente nel solco della tradizione avita – peculiarità della civiltà egizia – subirono durante il Medio Regno importanti innovazioni, interessando fin la funzione regale ed il rapporto del sovrano e degli Egizi tutti con l’Aldilà.
Elio Moschetti, studioso e viaggiatore, da anni si reca assiduamente in Egitto per studi e ricerche, anche “in situ”, in particolare sulle tombe della Valle dei Re. Per i tipi di Ananke ha pubblicato “Horemheb – Talento, fortuna e saggezza di un re” (2001), “Lungo il Nilo” (2005) e, con Mario Tosi, “Thutmosi IV” (2004).
Mario Tosi, egittologo e collaboratore scientifico dal 1965 della Sovrintendenza al Museo delle Antichità Egizie di Torino, ha compiuto numerose ricerche nella necropoli tebana, collazionando testi e raccogliendo copiosa documentazione fotografica. Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione quale benemerito della Cultura e dell’Arte, ha pubblicato moltissimi volumi, dei quali ricordiamo solamente gli ultimi, realizzati per i tipi di Ananke: “Deir el Medina - Amenhotep I e gli artisti del faraone” (2003), i due volumi del “Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto dell’Antico Egitto” (2004 e 2006), con Elio Moschetti, “Thutmosi IV” (2004) “Il potere del re, il predominio del dio – Amenhotep III e Akhenaten, con la compianta Enrichetta Leospo (2005), “Tausert l’ultima regina” (2007).
Collana: Seshat
Anno pubblicazione: 2007
Brossura 256 pagine 17x24 illustrate b/n e colori
Euro 19
Isbn 978-88-7325-206-1

Riccardo Manzini
COMPLESSI PIRAMIDALI EGIZI. Piramidi: genesi ed evoluzione
Un’imponente opera di compilazione e analisi di tutti i complessi piramidali egizi – limitata in questo volume alle sole piramidi – completata da un’indagine sulla loro evoluzione architettonica, nell’ottica di una correlazione con i mutamenti sociali, simbolici e religiosi che la potrebbero aver motivata. Questo volume comprende anche i risultati di numerosi lavori scientifici dell’Autore pubblicati dall’Accademia delle Scienze di Torino, ed avallati e sostenuti da molti studiosi tra cui il Prof. S. Curto (Accademico di Francia, docente universitario e Sovrintendente alle Antichità egizie), il Prof. F. Levi (Emerito di Scienza delle Costruzioni presso il Politecnico di Torino), ed il Dott. Mario Tosi (egittologo di fama mondiale). L’ipotesi costruttiva presentata nel capitolo quarto, ed il suo corollario del capitolo quinto per definire la possibile quantità di manodopera richiesta per la sua applicazione e l’incidenza che questa avrebbe avuto sulla realtà egiziana, sono attualmente condivise e citate da gran parte della comunità scientifica. A riguardo merita segnalare che i risultati degli scavi tuttora in corso da parte dell’équipe dell’Università di Haward diretta del Prof. M. Lehner stanno confermando i dati teorici dedotti o presentati dall’Autore per quanto riguarda la presunta comunità degli addetti alla costruzione delle piramidi maggiori a Giza. Il libro è strutturato in sei capitoli in cui si tratta delle implicazioni che ne motivarono e sostennero la realizzazione, dall’esame degli strumenti, metodiche, e conoscenze del periodo, dall’ipotesi costruttiva, dall’impatto che questa dovette avere sulla realtà egizia, e dalla descrizione architettonica di questi edifici, ed è corredato di nove appendici di approfondimento a quanto affermato nel testo. Le tavole illustrative del testo sono assolutamente originali.
INDICE (sommario)
Premessa
Introduzione – Occidente e piramidi
I - Evoluzione della sepoltura
II - Implicazioni religiose, culturali e sociali
III - Materiali, strumenti, metodiche e conoscenze
IV - Metodi costruttivi
V - Operai ed impatto sociale della piramide di Cheope
VI - Struttura e composizione della piramide
Appendici
Riccardo Manzini, nato a Torino, di professione chirurgo, è Collaboratore del Museo Egizio di Torino per il quale ha svolto la funzione di consulente per le questioni costruttive degli edifici piramidali. Ha effettuato numerose conferenze, pubblicato articoli scientifici, ed ha collaborato alla stesura di alcuni libri tra cui il Dizionario enciclopedico delle divinità dell’Antico Egitto e La culla di Erodoto.
Per l’Accademia delle Scienze di Torino ha pubblicato Un possibile modello costruttivo per le piramidi maggiori, che gli ha valso riconoscimenti e menzioni, e gli articoli Operai e tempi della piramide di Cheope e Sul posizionamento degli obelischi e delle travi a contrasto in Egitto Antico. Attualmente sta procedendo alla stesura della descrizione sistematica di tutti i complessi piramidali egizi ed alla loro analisi evolutiva simbolica ed architettonica.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione 2006
Brossura 320 pagg. 17x24 ill. b/n
Euro 19,00
Isbn 88-7325-126-9

Carlo Ruo Redda
Tremilacinquecento anni di storia, oltre centocinquanta sovrani suddivisi in trenta dinastie: riuscire a dare il corretto inquadramento temporale degli avvenimenti egizi non è cosa facile.
Questo volume coglie di ogni periodo storico le immagini salienti, consentendo al lettore un immediato riscontro visivo del susseguirsi degli avvenimenti e dei sovrani che governarono la Valle del Nilo.
Collana: Quaderni di Egittologia
Anno pubblicazione 2007
Brossura, 96 pagg. 13x17 illustrate b/n
Euro 8,00
Isbn 978-88-7325-161-3

Mario Tosi
DEIR EL MEDINA. Amenhotep e gli artisti del Faraone
La quotidianità e la vita religiosa della comunità di Deir el Medina, città posta all’inizio della Valle dei Re e residenza degli artisti e artigiani addetti alla realizzazione delle tombe reali, con indicazioni delle retribuzioni, corrisposte in natura, e della suddivisione per ruoli degli operai. Il volume comprende numerosi immagini fotografiche di reperti di quell’area.
Mario Tosi, egittologo e collaboratore scientifico dal 1965 del Museo Egizio di Torino, ha pubblicato numerosi volumi, tra i quali, per i tipi di Ananke, Thutmosi IV – Un sogno all’ombra della sfinge (2004) e Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto (2004).
Collana: Cerriglio
Anno pubblicazione 2003
Brossura, 80 pagg. 14,5x21 ill. b/n
Euro 7,00
ISBN 88-7325-028-9

Mario Tosi, Carlo Ruo Redda
DIVINITA’ DELL’ANTICO EGITTO
Rielaborazione semplificata del “Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto – vol. I” di Mario Tosi, edito da Ananke
Il pantheon delle divinità dell’Antico Egitto era estremamente ampio e variegato, ed anche quando, per un breve periodo, si adorò una sola divinità imposta dal faraone, continuarono a rimanere attivi i culti locali minori.
Questo volume, tratto dal “Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto”, raccoglie le divinità più significative, sia per l’importanza che hanno avuto nella storia della religione egizia, sia per le curiosità legate ai loro riti.
Collana: Quaderni di Egittologia”
Brossura, 96 pagg. 13x17 illustrate b/n
Euro 8,00
Isbn 978-88-7325-162-0
Mario Tosi
L’Autore, uno dei più eminenti studiosi italiani di egittologia, ha raccolto in quest’opera l’intero “pantheon” delle divinità egizie. Delle oltre quattrocento divinità classificate sono riportate le varie titolature geroglifiche, la traslitterazione, un disegno della loro raffigurazione tratto dalle incisioni tombali.
Nel volume vengono inoltre trattati i rituali sacri e gli oggetti dedicati al culto.
Del “Dizionario Enciclopedico” seguirà un secondo volume dedicato ai templi e alle necropoli.
Mario Tosi, egittologo e collaboratore scientifico, dal 1965, della Sovrintendenza delle Antichità Egizie di Torino, ha compiuto numerose ricerche nella necropoli tebana. Ha pubblicato numerosi volumi, tra i quali, per i tipi di Ananke, Deir el Medina – Amenhotep I e gli artisti del faraone (2003) e Thutmosi IV – Un sogno all’ombra della sfinge (2004).
Collana: Seshat
Anno pubblicazione 2004
Brossura, 352 pagg. 17x24 illustrate b/n
Euro 23,50
ISBN 88-7325-064-5

Mario Tosi
DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DELLE DIVINITA’ DELL’ANTICO EGITTO
Si completa con questo secondo volume il progetto avviato oltre due anni fa con lo scopo di fornire un’opera scientifica, ma di agevole consultazione, sulle divinità dell’Antico Egitto. Il primo volume, suddiviso in tre parti, analizzava le divinità, i rituali e gli oggetti di culto; questo secondo volume prende in considerazione i siti nei quali era dominante la presenza delle divinità: templi e tombe. A questo scopo l’opera è stata suddivisa in sette parti. Le prime sei prendono in considerazione ciascuna una specifica tipologia di costruzione: le mastabe, le piramidi, le tombe reali, le tombe civili, i templi, le necropoli ed altri siti archeologici. All’interno di ogni parte i siti sono elencati in ordine alfabetico, prendendo anche in considerazione, con opportuni rimandi, le dizioni classiche e contemporanee. Per un’informazione di carattere generale sono state aggiunte nella settima parte anche alcune notizie relativi a papiri nel Nuovo Regno, ritrovati nel secolo scorso.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione: 2006
Brossura 456 pagg. 17x24 ill. b/n
Euro 26,00
ISBN 88-7325-115-3

Carlo Ruo Redda (a cura di)
Al di là della ricerca scientifica, le suggestioni della tradizione millenaria dell’Antico Egitto hanno condizionato in modo significativo l’arte e la cultura occidentale, a partire dal mondo antico, particolarmente quello romano, dove il mito di Iside influenzò pesantemente la religione e decine di obelischi decorarono le aree circensi.
Ampio spazio viene dedicato al ruolo della cultura egizia nella tradizione esoterica e alchemica del XV – XVII secolo.
I lavori del colto Marsilio Ficino, dell’eclettico Athanasius Kircher, del mitico Ermete Trismegisto e di tutta una serie di artisti e letterati, hanno lasciato tracce concrete nel mondo occidentale che, in questo libro, sono analizzarti con metodo interdisciplinare.
Anche in tempi più recenti il mondo occidentale ha attinto a piene mani nell’immaginario egizio. Come non ricordare L’Aida, Il flauto magico, i riti di iniziazione massonica, i numerosi film – primo fra tutti La mummia – o i romanzi che si sono ispirati alla terra del Nilo?
Spaziando in questi e altri ambiti, quali la pittura, l’architettura, la moda, il volume traccia un quadro curioso ma esauriente sull’eredità egizia nella nostra cultura occidentale.
Il curatore Carlo Ruo Redda è nato a Torino dove risiede. Viaggiatore e fotografo, ha visitato gran parte dell’Africa, dell’Oriente e dell’America Centrale, facendo confluire la sua esperienza in una fitta collaborazione con riviste e agenzie di viaggi, scrivendo reportages e articoli di cultura etnico-geografica su giornali specializzati. Ha pubblicato “Sentieri tra le nuvole. Città e leggende lungo le antiche carovaniere d’Asia” (2000 e “Cronologia illustrata dell’Antico Egitto”.
Contributi di Paolo Berruti, Bruna Bertolo, Andrea Boeti, Enrico Cardesi, Massimo Centini, Silvia Cestari, Enrico Giacovelli, Roberta Levrero, Mauro Minola, Serena Oggero, Adriano Olivieri, Daniele Ramella, Giancarlo Seri,
Collana: Seshat
Anno pubblicazione 2006
Brossura, 360 pagg. 17x24 ill. b/n
Euro 19,50
ISBN 88-7325-153-6
ISBN13 978-88-7325-153-8

Antonino Orlando
a cura di Roberta Levrero
La prime scrittura dell’Africa al di fuori dell’Egitto cominciò a diffondersi dopo l’eliminazione, avvenuta nel III secolo a.C., di tutta la classe sacerdotale da parte di Ergamene, un re meroita ribelle.
E’ questo uno dei tanti aspetti che rendono avvincente la storia dell’impero di Kush, che prosperò lungo la Valle del Nilo, più o meno dov’è l’attuale Nubia in Sudan. Quell’impero, chiamato kuscita o etiopico, fiorì per circa 1200 anni, dall’VIII secolo a.C. al IV-V della nostra era, in una terra nota nel mondo antico per i suoi arcieri e le sue ricchezze.
Lo scozzese James Bruce, di ritorno dalla sua esplorazione in Abissinia alla scoperta delle sorgenti del Nilo, che si rivelarono in seguito quelle del Nilo Azzurro, passando non lontano dall’attuale Shendi nel Butana, vide affiorare dalla sabbia mucchi di piedistalli, piramidi e obelischi spezzati. Imbevuto com’era di cultura classica, con un lampo negli occhi, egli annotò nel suo diario: “E’ impossibile non pensare che questa sia l’antica città di Meroe”.
Padre Antonino Orlando, missionario comboniano, ha trascorso oltre trent’anni della sua vita in Sudan, dove ha iniziato ad appassionarsi al meroitico, fino a diventarne uno dei maggiori esperti.
Roberta Levrero, che per i tipi di Ananke ha pubblicato Hic sunt leones – L’Africa dei popoli antichi, ha curato la revisione del testo e la parte introduttiva.
Collana: Cerriglio
Anno pubblicazione 2004
Brossura, 144 pagg. 13x21 illustrate b/n
Euro 13,00
ISBN 88-7325-041-6

FOTOGRAFI IN EGITTO- Le immagini di Heinz e Giorgio Leichter dal 1910 al 1940
Il volume raccoglie circa settanta immagini fotografiche degli scavi archeologici dell’area di Luxor e scene di vita locale realizzate da Heinz Leichter e dal figlio Giorgio per conto della Chicago House, l’associazione americana che in quegli anni effettuò moltissimi scavi nella Valle del Nilo. Heinz Leichner, bolzanino, si trasferì in Egitto per mettere a frutto la sua passione per la fotografia, ma dovette sopportare la deportazione a Malta quando scoppiò la prima guerra mondiale, essendo cittadino austriaco in un paese all’epoca protettorato inglese.
Le immagini fotografiche, riprodotte in seppia su carta avoriata, sono commentate da un testo trilingue.
Claudio Busi, bolognese, fotografo e ricercatore, collabora con Musei ed Istituzioni Universitarie.
Francis Amin Mohareb, laureato in Archeologia ed Egittologia presso l’Univerità del Cairo, si occupa di storia della fotografia.
Collana: Grandi Libri
Anno pubblicazione 2002
Brossura, 128 pagg. 21x28 ill. in seppia su carta avariata - testo trilingue, italiano, inglese, tedesco.
Euro 19,00
ISBN 88-7325-019-X

Elio Moschetti
Prefazione di Silvio Curto
Salito sul trono di Horus dopo i brevi regni di Tutankhamon ed Ay, Horemheb rappresenta certamente una delle figure più affascinanti e rappresentative nella millenaria storia dell’Antico Egitto. Generale al tempo del sovrano Akhenaton, si fece intagliare un sepolcro a Saqqara del quale il Museo Archeologico di Bologna conserva alcune splendide scene indicate come alcuni fra gli esempi più belli di arte egiziana sul finire della XVIII dinastia. Salito poi sul trono d’Egitto, Horemheb va ricordato per i molti reperti che portano il suo nome, per il gruppo statuario conservato al Museo Egizio di Torino, interessante per la lunga iscrizione, e per la splendida tomba che egli volle per sé nella Valle dei Re.
Elio Moschetti, ingegnere, collaboratore del Museo Egizio di Torino, è autore di testi scientifici e conferenziere di prestigio. Con Mario Tosi ha scritto Thutmosi IV. Un sogno all’ombra della sfinge.
Collana: Grandi libri
Brossura, 160 pagg. 22x28, illustrazioni b/n e colori.
Anno pubblicazione 2001
Euro 22,00
ISBN 88-86626-86-X

Elio Moschetti
Senza il Nilo la civiltà egizia non si sarebbe mai sviluppata. Il fiume è fonte di vita, madre e matrigna, via di comunicazione, divinità, linea di confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Questo strettissimo legame comportò la realizzazione di una vasta tipologia di imbarcazioni, dalla piccola ed agile barca da pesca alle massicce navi per il trasporto degli obelischi, dalle navi da guerra alle barche sacre, con le quali le divinità percorrevano il fiume. Questo volume, unico nel suo genere, analizza le numerose testimonianze giunte fino a noi sotto forma di modellini, disegni su papiro o decorazioni tombali. Ma il libro non si occupa solo di navigazione e delle tecniche usate. L’autore infatti esamina l’argomento anche da un punto di vista religioso, dal momento che la barca del dio-sole Ra, quella di Osiri ed altre imbarcazioni divine compaiono frequentemente nei miti, come nei numerosi rituali del Nuovo Regno. Pertanto sono stati proposti e riportati alcuni testi originali, ad esempio il “Libro dei morti” con il suo capitolo 99, del tutto particolare perché descrive il defunto sottoposto ad uno stringente interrogatorio da parte dei giudici divini sulla conoscenza dei nomi delle strutture e degli attrezzi della barca di Nun.
Elio Moschetti, studioso e viaggiatore, ha già realizzato, per i tipi di Ananke, Horemheb – Talento, fortuna e saggezza di un re e, con Mario Tosi, Thutmosi IV – Un sogno all’ombra della sfinge.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione 2005
Brossura, 176 pagg. 21x28, 60 tavole a colori
Euro 25,00
ISBN 88-7325-086-6

Cristiano Daglio
Introduzione di Silvio Curto
Il volume presenta un quadro sintetico della medicina egizia considerato alla luce degli ultimi studi e ritrovamenti. Lo sviluppo di questa antica arte in Egitto viene analizzato attraverso le fonti (resti umani, papiri medici, scrittori classici, documentazione delle arti figurative); le conoscenze di anatomia e fisiopatologia; la figura professionale del medico con le sue specializzazioni e la struttura della sanità; la farmacopea utilizzata (minerale, vegetale, animale); le varie malattie che affliggevano gli abitanti delle Due Terre (l’Alto e il Basso Egitto), spesso confrontate con la situazione odierna. Sono in particolare posti in rilievo i caratteri di attualità presenti in diversi aspetti di questa antica medicina e gli influssi su quelle posteriori, anche in rapporto alla nostra occidentale.
Il volume, già pubblicato nel 1998, ed esaurito, è ora riproposto, ampliato, in una forma grafica totalmente rinnovata.
Cristiano Daglio è primario e direttore del Dipartimento di Patologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera S. Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino). Specializzato in Microbiologia e Patologia generale, è docente presso le Scuole di specializzazione in Microbiologia e Patologia clinica dell’Università di Torino. Da molti anni si occupa di Egittologia ed è collaboratore del Museo Egizio di Torino; ha pubblicato diversi saggi e tenuto conferenze sull’argomento, specie su temi di medicina egizia.
Collana : Seshat
Anno pubblicazione: 2° ed. 2005
Brossura, 160 pagg. 14,5x21ill. b/n
Euro 13,50
ISBN 88-7325-088-2

Graziella Busi
Con la sigla KV (King Valley) si indica l’ubicazione della tomba, con il numero progressivo la cronologia di rinvenimento. La tomba KV55 ha sempre destato l’interesse degli studiosi per le difficoltà dell’identificazione della mummia, per la quale sono state avanzate nel tempo le ipotesi più disparate, non essendo stato definito, fino a pochi anni fa, neppure il sesso del defunto. La cancellazione dei cartigli e degli altri segni identificativi da parte degli antichi egizi, pratica ricorrente quando il defunto doveva essere dimenticato, hanno anche fatto pensare ad Akenaten, il faraone eretico, o alla sua consorte Nefertiti. L’autrice, confrontando i testi dei più illustri ricercatori, integrate da anni di ricerche sul campo, giunge ad una soluzione finalmente attendibile.
Graziella Busi, membro di “The Amarna Research Foundation”, ha partecipato a numerose campagne di scavi in Egitto, intervenendo a simposi e scrivendo articoli su riviste di settore.
Anno pubblicazione: 2002
Brossura 160 pagg 14,5x21
Euro 14,50
ISBN 88-7325-003-3

Enrichetta Leospo, Mario Tosi
IL POTERE DEL RE, IL PREDOMINIO DEL DIO. Amenhotep III e Akhenaten
In questo volume gli autori ripercorrono i lunghi anni di regno di Amenhotep III, illuminato sovrano della XVIII dinastia. Il suo regno coincise con uno dei periodi più fulgidi della storia d’Egitto, per la grandiosità dei monumenti e lo sviluppo delle arti, e pose le basi per i fulgidi esempi di arte armaniana sviluppatasi durante il regno del figlio Amenhotep IV, più noto con il nome di Akhenaten, il faraone eretico che, con la sua concezione monoteista, sconvolse gli equilibri politico-religiosi del tempo. Nella terza parte, numerosi contributi di studiosi e ricercatori, che contribuiscono a fornire un quadro articolato ed esauriente della vita e delle opere dei due sovrani, e in appendice, una serie di immagini fotografiche a colori.
Enrichetta Leospo ha collaborato con la Sovrintendenza per le Antichità Egizie di Torino, occupandosi della diffusione della cultura egizia nel mondo greco-romano e dei reperti egizi ed egittizzanti in Italia. Dal 1980 ha prestato servizio presso la stessa Sovrintendenza, con la qualifica di Direttore. Ha al suo attivo varie pubblicazioni. Ha partecipato a missioni di studio e di ricerca archeologica in Egitto e ha collaborato all’allestimento di mostre sulla civiltà egizia in Italia e all’estero.
Mario Tosi, egittologo e collaboratore scientifico dal 1965 della Sovrintendenza al Museo delle Antichità Egizie di Torino, ha compiuto numerose ricerche nella necropoli tebana, collazionando testi e raccogliendo copiosa documentazione fotografica. Ha pubblicato numerosi libri fra cui, per i tipi di Ananke, Deir el Medina. Amenhotep I e gli artisti del faraone, il Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto, e, con Elio Moschetti, Tuthmosi IV.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione: 2005
Brossura, 320 pagg. 17x24 ill. b/n e colori
Euro 23,00
ISBN 88-7325-104-8

Natale Barca
Sovrani predinastici egizi è il primo testo scientifico e divulgativo di un autore italiano sul Predinastico egiziano (3900-3050 a.C.), un periodo durante il quale non furono erette piramidi né grandi templi, ma furono gettate le basi dell’intero sviluppo successivo della civiltà dell’Antico Egitto. E’ un volume che offre al lettore di più di quanto il suo titolo non dica poiché, preliminarmente allo svolgimento del suo tema centrale, fornisce un inquadramento generale della Preistoria d’Egitto e della storia e della civiltà degli Egizi. Le culture che occuparono la scena egiziana durante il IV millennio a.C. sono fondamentalmente due: una originaria dell’Alto Egitto e via via diffusasi in tutta la regione alluvionale del Nilo (Cultura di Naqada); l’altra originatasi e sviluppatasi nel Delta, infine soppiantata dalla prima (Cultura di Maadi- Buto).
Gli ultimi capitoli sono dedicati agli aspetti archeologici di tre protocittà: Naqada, Nekhen, Tjeni, e alla storia del loro rapporto competitivo: dalla primitiva egemonia di Naqada all’irresistibile ascesa di Nekhen, al sorpasso finale di Tjeni.
Prefazione
PARTE I – L’ANTEFATTO PREISTORICO
Cronologia dell’Antico Egitto
I Il popolamento umano iniziale
II L’arte rupestre del Sahara Verde
III Alle origini del Neolitico egiziano (La cultura sahariana)
IV La diffusione del Neolitico sulle rive del Nilo
PARTE II – L’EGITTO TRA PREISTORIA E STORIA
V Una grande avventura dell’archeologia: la scoperta del Periodo Predinastico egiziano
VI Alle origini dell’ineguaglianza, del fenomeno urbano e dello Stato
VII Naqada, Nekhen, Tjeni (Abydos): storia e archeologia
VIII Una vasta trama di relazioni incrociate
IX Il Protodinastico, alba dei re
Glossario dei termini tecnici
Riferimenti geografici, etnografici, letterari, storici e archeologici
Bibliografia
Natale Barca è nato a Messina 53 anni fa, ma dal 1987 vive e lavora a Trieste. Prima di occuparsi del Predinastico egizio ha pubblicato La Notte dei Tempi, un saggio scientifico e divulgativo sulle origini dell’Uomo e sulla sua evoluzione biologica e culturale fino a tutto il Paleolitico Superiore. La Notte dei Tempi è il primo di un ciclo di tre volumi sull’evoluzione umana e sulla storia dei popoli che non hanno conosciuto la scrittura fino a tutto il III millennio a.C. (www.natalebarca.it).
Collana: Seshat
Anno pubblicazione: 2006
Brossura, 240 pagg. 17x24 ill. b/n
Euro 19,00
ISBN 88-7325-133-1

Mario Tosi
TAUSERT, L’ULTIMA REGINA
Discordie e intrighi alla fine della XIX dinastia
A cura di Maria Teresa Nicola
La XVIII dinastia, celebre al grande pubblico a causa del faraone Tutankhamon e della sua tomba, è stata estremamente importante nella storia politico-religiosa dell’Egitto per il tentativo di Akhenaton di introdurre una religione monoteista e per la restaurazione che ne seguì. Negli anni successivi le lotte religiose e gli intrighi di palazzo insanguinarono l’Egitto, e quindi della XIX dinastia non ci rimangono vestigia paragonabili a quelle precedenti o alla successiva. L’ultimo faraone della XIX dinastia è Tausert, una delle poche sovrane ad indossare la corona dell’Alto e del Basso Egitto, ricordata anche in quanto ultima regina effettivamente egiziana.
Mario Tosi, egittologo e collaboratore scientifico, dal 1965, della Sovrintendenza al Museo delle Antichità Egizie di Torino, ha compiuto numerose ricerche nella necropoli tebana.
Ha pubblicato molti volumi, tra i quali “Stele ed altre epigrafi di Deir el Medina” con Alessandro Roccati, “Il grande santuario di Amon Ra a Karnak. Vita operaia nel villaggio operaio di Deir el Medina”. Per i tipi di Ananke ha pubblicato “Deir el Medina. Amenhotep I e gli artisti del faraone”, i due volumi del “Dizionario Enciclopedico delle divinità dell’Antico Egitto” e, con Elio Moschetti, “Thutmosi IV. Un sogno all’ombra della sfinge”.
Maria Teresa Nicola, da anni preziosa collaboratrice di Mario Tosi, è alla sua prima fatica letteraria.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione 2007
Brossura, 80 pagg. 14,5x21 illustrate b/n e colori
Euro 12,00

Elio Moschetti, Mario Tosi
Può apparire singolare che sia stata scelta la figura di un sovrano poco conosciuto ai più, Thutmosi IV, vissuto nell’antico Egitto circa trentacinque secoli fa, durante la XVIII dinastia, per un saggio che vuol essere un’approfondita trattazione, sul piano storico ed archeologico, di un personaggio molto lontano da noi. Lo spunto della nostra ricerca è stata la constatazione di come, con Thutmosi IV, si spazi nella storia: secondo la nostra indagine, la vicenda di tale sovrano ci porta a prendere in considerazione un periodo incredibilmente esteso del percorso della civiltà egizia, andando a ritroso per più di 1200 anni, dalla XVIII dinastia all’epoca delle Piramidi, per indagare su un monumento, la Grande Sfinge, che affascina da millenni per la sua struttura ed il culto legato al sole che rappresenta. Percorrendo il regno di Thutmosi IV si vedrà quante siano state le idee che in tale periodo vennero formulate e quindi abbiano iniziato a girare per dar vita in seguito, all’epoca di Amenhotep III e del figlio Akhenaten, non solo ad importanti proposte religiose di profondo contenuto spirituale e sociale, ma anche a nuove espressioni sul piano estetico. La pittura, ad esempio, proprio durante gli anni di regno di Thutmosi IV, si presenta come un’arte indipendente, non più semplice complemento del bassorilievo, bensì espressione di una particolare sensibilità, segnata da uno stile più aggraziato e raffinato e da un disegno morbido e fluente: l’età d’oro della pittura egizia si può infatti far risalire a quel periodo.
Brossura, 168 pagg. 17x24 illustrate a colori
Anno pubblicazione 2004
Euro 19,00
ISBN 88-7325-053-X

Silvio Curto
Come ci ricorda l’autore, gli egiziani antichi inventarono parecchie cose importanti: la numerazione a base di 1, 10 e potenze di 10, la medicina puramente empirica, l’uguaglianza tra uomo e donna e nel corpo sociale, lo Stato a struttura ministeriale, l’anno solare con scansione aritmetica, l’alfabeto, il dio creatore dell’uomo e del mondo per la nostra felicità, non giudice arrogante – giudice dell’uomo è la sua coscienza.
Ma non fu meno importante, per l’evoluzione socio-culturale di questo popolo, l’approccio con l’umorismo, sconosciuto nelle altre civiltà coeve.
Una nuova edizione, aggiornata ed ampliata, dell’ormai introvabile Quaderno n. 1 del Museo Egizio, nel quale l’autore prende in considerazione la verve umoristica degli egizi non solo nelle ormai note rappresentazioni grafiche, ma anche considerando passi particolarmente significativi della loro letteratura.
Silvio Curto, nato a Bra nel 1919, si è laureato in Lettere nel 1941, con una tesi di archeologia romana. Ispettore presso la Soprintendenza alle Antichità Egizie dal 1946 al 1964, poi Soprintendente fino al 1984; dal 1971 Dirigente Superiore del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali. Dirige la Missione Archeologica del Museo Egizio di Torino operante al salvamento archeologico della Nubia, e svolgendo tale compito salva il tempio di Horus dedicato da Thutmosi IIInel 1447 a.C. nella località di Ellesija; il tempio viene quindi donato dall’Egitto all’Italia e ricostruito nel Museo. Ripristina le sale guariniane del Palazzo dell’Accademia delle Scienze, sede del Museo; affianca al Museo una biblioteca egittologica. E’ stato Docente di Egittologia presso l’Università di Torino dal 1964 al 1989 e di Storia della Scrittura al Politecnico di Torino dal 1964 al 1984. Ha pubblicato oltre 200 volumi.
Collana: Seshat
Anno pubblicazione: 2006
Brossura, 64 pagg. 17x24 ill. b/n
Euro 9,00
ISBN 88-7325-146-3

Vittorio Caratozzolo
VIAGGIATORI IN EGITTO
Vicente Blasco Ibáñez, Eça de Queirós, Giuseppe Ungaretti
Questo volume raccoglie gli appunti di viaggio in Egitto di Eça de Queirós, le pagine sul Sudan e l’Egitto del monumentale resoconto che Vincente Blasco Ibáñez lasciò del suo viaggio intorno al mondo, e gli articoli scritti da Giuseppe Ungaretti ad Alessandria e al Cairo per la Gazzetta del Popolo di Torino. I viaggi dei primi due si basano su presupposti simili: il desiderio, e quasi l’obbligo, da parte di due esponenti dell’élite culturale europea, di conoscere di persona la Valle del Nilo, culla di un’antica e venerabile civiltà, nonché la volontà di descrivere le emozioni provate a un pubblico colto che ne aveva già avuto l’eco attraverso pubblicazioni precedenti, quali la “Description de l’Egypte” napoleonica e, ancor prima, le opere di viaggiatori ed esploratori come Norden, Pococke o Bruce.
Le pagine di Ungaretti sono infine di stampo più giornalistico, e intrise dei dettami della politica italiana della sua epoca, anche se, nei casi più felici, sono pervase da un alto lirismo.
Vittorio Caratozzolo, citando e attentamente commentando queste pagine, svela aspetti meno noti della produzione di questi autori, e suscita nel lettore il desiderio di andare oltre, di avvicinarsi da solo alle altre pagine delle loro opere: ed è proprio questo il fine della miglior critica testuale.
Anno pubblicazione: 2007
Brossura 112 pagg. 14,5x21
Euro 13,00
Isbn 978-88-7325-173-6